Adolescenza e benessere: come riconoscere sovrappeso e obesità
a cura di CPG Centro Pediatrico – Prof.ssa I. Rabbone
Negli ultimi anni, il sovrappeso e l’obesità infantile sono in costante aumento in Italia e in Europa, seguendo un trend parallelo a quello dell’adulto. Non si tratta solo di una questione estetica: l’eccesso di peso può incidere sulla salute fisica, sul benessere psicologico e sull’autostima dei ragazzi.
Riconoscere tempestivamente quando il peso diventa un fattore di rischio è fondamentale per intervenire in modo efficace e prevenire disturbi più seri, come la sindrome metabolica.
Sovrappeso e obesità: quali differenze e quali rischi?
Non sempre qualche chilo in più rappresenta un problema, ma quando il peso corporeo supera determinati limiti rispetto all’età e al sesso — valutati attraverso percentili di crescita e indice di massa corporea (BMI) — può compromettere il corretto funzionamento dell’organismo.
L’obesità non è solo un aumento di massa grassa, ma una condizione complessa che coinvolge fattori genetici, ambientali, metabolici ed epigenetici. In particolare, l’accumulo di grasso viscerale (attorno agli organi interni) è quello più pericoloso, perché favorisce uno stato di infiammazione cronica di basso grado e l’insorgenza di insulino-resistenza, cioè una ridotta capacità dell’organismo di utilizzare correttamente il glucosio. La sindrome metabolica è proprio il risultato di questo squilibrio e si manifesta come l’associazione di:
- sovrappeso o obesità centrale,
- pressione arteriosa elevata,
- alterazioni della glicemia,
- valori anomali di colesterolo e trigliceridi.
Questa combinazione aumenta significativamente il rischio, anche in giovane età, di diabete di tipo 2, ipertensione, patologie cardiovascolari e steatosi epatica non alcolica (NAFLD).
Prevenzione: le azioni più importanti
- seguire un’alimentazione equilibrata, ispirata al modello della dieta mediterranea: più frutta, verdura e cereali integrali; meno zuccheri semplici e cibi ultra-processati;
- limitare le bevande zuccherate e il fast food;
- promuovere il movimento quotidiano, almeno 60 minuti al giorno di attività fisica moderata o vigorosa;
- ridurre il tempo davanti agli schermi (massimo 2 ore al giorno) e garantire un sonno regolare di 8–11 ore;
- coinvolgere l’intera famiglia nel cambiamento delle abitudini, favorendo un clima positivo e un rapporto sereno con il cibo e con il proprio corpo.
Un intervento precoce e personalizzato può ridurre il rischio di complicanze metaboliche, cardiovascolari e psicologiche, accompagnando i ragazzi verso un futuro più sano e consapevole.
Soprattutto, negli ultimi anni, la ricerca ha messo a punto ausili non farmacologici che possono essere prescritti anche in giovane età, mentre i nuovi farmaci, pur prescrivibili anche in pediatria, sono da riservarsi ai soggetti con situazioni francamente patologiche